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ORDINE DEL GIORNO Fondi, 18 settembre 2007 Ai membri del Consiglio Pastorale
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è convocato per il giorno 2 ottobre 2007 nel salone "Mario Barbato" per la trattazione del seguente ordine del giorno:
Cordiali saluti. la segreteria uscente il parroco: don Mariano |
VERBALE DELL'INCONTRO Il giorno 2 ottobre 2007, nella sala “Mario Barbato” della chiesa di San Paolo Apostolo in Fondi, si è riunito il nuovo consiglio Pastorale Parrocchiale, che resterà in carica tre anni da ottobre 2007 a dicembre 2010. La seduta si apre alle ore 20.00, per discutere il seguente ordine del giorno: 1) Adempimenti Istituzionali, scelta della segreteria 2) Presentazione dell’assemblea parrocchiale 3) Calendario del consiglio Presiede il parroco don Mariano Parisella, funge da segretaria la sig.ra Marina Forcina., sono assenti: Gianni Paparello, Cristian Parisella, Amelia Palmacci. Il parroco dopo la preghiera iniziale, presenta all’assemblea lo statuto del C.P.P., leggendo e spiegandone in modo approfondito, la natura, le finalità ed il regolamento. Egli evidenzia che il Consiglio svolge un alto servizio alla comunità dei fedeli che li rappresenta.Esso è il vertice di programmazione della vita della comunità stessa. Ha il compito di studiare, programmare e verificare, le attività parrocchiali. Uno studio basato sulla capacità di interrogarsi per la vita degli uomini e che nasce dalla programmazione nella comunione, per promuovere un’efficacia azione pastorale. Il consiglio è qualificato a rappresentare la volontà della comunità, ed è significativo, perché ne testimonia la responsabilità.Ogni comunità per crescere nella fede, ha bisogno di un luogo di comunione con carismi e ministeri. Esso non è chiamato ad essere direttamente operativo, ma deve porre attenzione e ascolto ai bisogni della comunità, nella sua collegialità.Deve condividere scelte che si maturano insieme, in quanto il consiglio pastorale è il segno di comunione dell’essere Chiesa, che si enuncia in una libertà di parola, orientato a fare scelte consone.Parlare ed esprimersi in piena libertà di parola, richiedono alcune condizioni quali: il rispetto di quanto una persona dice, senza un atteggiamento pregiudiziale, per non togliere a chi deve decidere una vera ricchezza di pensiero. È sempre importante la condivisione della scelta, anche quando le proprie opinioni sono diverse. Altra qualità è la riservatezza per i membri del consiglio pastorale, esso è fondamentale e deve tradursi in uno stile di vita per tutti. Don Mariano pone poi, all’attenzione dell’assemblea, un passo tratto dal documento “Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia” dicendo “…cambia il mondo, cambiano le parrocchie!”. La parrocchia oggi, continua a rappresentare la comunità cristiana, in grado di comunicare e far crescere la fede nella storia.“la parrocchia da sempre ha cercato di dare forma al Vangelo nel cuore dell’esistenza umana”. Nella storia del cattolicesimo, le parrocchie hanno indicato la vita buona secondo il vangelo. Essa è stata in grado di rispondere alle trasformazioni sociali, sua pure a volte con fatica. Oggi la parrocchia si trova minacciata da due derive; la prima è quella che spinge a fare della parrocchia una comunità autoreferenziale, in cui ci si accontenta di stare bene insieme, coltivando rapporti rassicuranti. L’altra percezione, è quella di considerare la parrocchia come “centro di servizi” per l’amministrazione dei sacramenti. Garantire quindi la missionarietà della parrocchia, è compito del Consiglio Pastorale, che si impegna a dare una risposta, per consolidare, il carattere della parrocchia, come figura di Chiesa radicata in un luogo, che rappresenta il luogo dell’esperienza umana, con la capacità di rivolgersi a tutti, perché chiesa vicino alla gente, capace di accogliere e di accompagnare le persone, in nome del vangelo della verità e della carità. La parrocchia, infatti, è la figura di Chiesa di popolo per eccellenza, è il punto di partenza per percorsi più esigenti, dove bisogna interrogarsi per sfuggire al pericolo di ridursi a gestire il folklore religioso o il bisogno di sacro per restituire alla parrocchia la sua caratteristica missionaria, dal carattere popolare. La Chiesa ha bisogno, quindi, di un luogo dove è possibile comunicare e vivere il Vangelo, dentro le forme della vita quotidiana; affinché questo possa realizzarsi, occorre designare con cura il volto missionario, rivedendo l’agire pastorale, per concentrarsi sulla scelta fondamentale dell’evangelizzazione, con il coraggio della novità, che lo Spirito chiede oggi alla chiesa, puntando sul discernimento pastorale. Dopo quest’ampia riflessione sul volto missionario della parrocchia, il parroco chiede all’assemblea il parere sui nominativi di alcuni operatori pastorali, idonei e disponibili ad offrire il servizio di segreteria per il consiglio. Vengono presentati dai consiglieri alcuni nominativi per quietato servizio. Si ripropone anche di prendere in considerazione l’idea di riconfermare la segreteria uscente. Si passa ad esaminare, quindi, la formazione delle commissione per i vari ambiti, emerge dalla discussione una richiesta di fare una maggiore formazione nelle commissioni. Si propongono poi altri nominativi di operatori pastorali a dare il loro contributo nelle varie commissioni. Il parroco sentito il parere dei presenti, accoglie le proposte, ed affida ai coordinatori delle commissioni, il compito di avvisare le persone nominate. I nomi di costoro, insieme a quelli della segretaria, saranno ufficializzati nel prossimo incontro del consiglio. Si esamina infine una bozza del calendario degli incontri del Consiglio Pastorale decidendo per quattro o cinque incontri annuali. La seduta si scioglie alle ore 21,50 aggiornando il consiglio al 6 novembre 2007 alle ore 19,30.
La segretaria Il parroco
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