STATUTO
1. Costituzione.
Alla luce della Lettera apostolica "Novo millennio ineunte", nella quale il Santo Padre Giovanni Paolo II invita a coltivare e dilatare gli spazi della comunione nella Chiesa, definita "la casa e la scuola della comunione" (N.M.I. n' 43); nell'intento, inoltre, di coadiuvare i vicari foranei nel loro compito di "promuovere e coordinare l'attività pastorale comune nell'ambito della forania" (C.I.C. can. 555, § 1/1°); per favorire, infine, le molteplici dinamiche della "Pastorale d'insieme" ed armonizzare gli apporti dei presbiteri e diaconi con quelli dei laici e delle laiche, al fine di una conduzione più partecipata della vita pastorale nelle singole foranie, vengono costituiti i Consigli pastorali foraniali (Cpf) per le quattro foranie della nostra arcidiocesi.
2. Finalità.
Il Cpf è un organismo consultivo, cui spetta il compito di porre attenzione pastorale al territorio della rispettiva forania, che è un strumento pastorale intermedio" tra la diocesi e le parrocchie; di suscitare maggiore collaborazione tra le parrocchie, anche per far fronte a situazioni pastorali sempre più complesse e a situazioni di parrocchie piccole o limitate, favorendo strade di aiuto reciproco e collaborazione fra presbiteri, diaconi, operatori ed operatrici pastorali e parrocchie sul piano pastorale e di strutture; di programmare la "Pastorale d'insieme" intesa quale "unità nella pastorale" nel territorio della forania: unità tra i soggetti, le forme, le istituzioni, secondo il criterio dell'unità di missione nella diversità dei servizi e dei ministeri.
REGOLAMENTO
1. Composizione.
Il C.P.F. è formato da membri provenienti dai Consigli pastorali delle parrocchie della forania (Cpp): per ogni parrocchia tre membri: il parroco e due laici: un uomo e una donna, scelti dal rispettivo Cpp; da due diaconi scelti dai diaconi presenti nella forania; da un religioso ed una religiosa scelti rispettivamente dalle comunità religiose maschili e femminili presenti nella forania. Il Cpf è presieduto dal Vicario foraneo, che rappresenta l'Arcivescovo al quale successivamente sottopone le indicazioni raccolte nel Consiglio. Il Vicario foraneo elegge fra i membri dei Cpf il Segretario, con il compito di redigere il verbale delle sedute. Il Cpf sceglie al suo intemo quattro persone, due laici e due laiche, che rappresentano la forania nel Consiglio pastorale diocesano.
2. Durata.
I membri dei Cpf rimangono in carica per un quinquennio.
3. Programma di lavoro.
Il Cpf ha il compito di promuovere la "pastorale d'insieme" nell'ambito della forania. Il Cpf si incontra all'inizio dei nuovo anno pastorale e riflette sulla Lettera pastorale dell'Arcivescovo e sul Piano pastorale diocesano, che fungono da orientamento e guida per tutto l'anno pastorale. Programma quindi un cammino pastorale che traduce le indicazioni diocesane nella realtà territoriale della forania. Attraverso tale attenzione pastorale al territorio l'impostazione del Piano pastorale diocesano diventa decentrata e ricca di promesse. Il Cpf si incontra a fine anno pastorale per la revisione del lavoro svolto. Il Cpf si incontra anche durante l'anno, prima della convocazione dei Consiglio pastorale diocesano, per discuterne i punti all'ordine dei giorno e quando occorre, su convocazione dei Vicario foraneo.
4. Incontri di fraternità dei presbiteri e diaconi.
Gli incontri dei presbiteri e diaconi, generalmente mensili e definiti "incontri di foranìa", attesa l'utilità pastorale e la fraternìtà che da essi viene alimentata e sviluppata, continuano ad essere luogo privilegiato di comunione sacerdotale e diaconale, momento di dialogo, comunicazione e confronto, spazio di progettazione pastorale immediata e ripresa meditata ed approfondita dell'agire pastorale.
5. Approvazione "ad experimentum".
Il presente Statuto e Regolamento è approvato per cinque anni "ad experimentum".
Gaeta, 15 agosto 2002, Solennità dell'Assunzione della B. V Maria.
+ Pier Luigi Mazzoni Arcivescovo
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