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Siamo tutti peccatori.....

Tutti siamo peccatori ma possiamo chiedere perdono

IL PAPA ALLA CELEBRAZIONE PENITENZIALE IN SAN PIETRO

Omelia a San Pietro di papa Francesco che si confessa da un penitenziere e celebra il sacramento della Riconciliazione

Chi tra di noi pu presumere di non essere peccatore?. Questa domanda risuonata - per bocca di papa Francesco - nella basilica di San Pietro, doveha confessato alcuni fedeli e presieduto il rito penitenziale promosso dal Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione. Bergoglio ha citato le parole dell'apostolo Giovanni: Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit non in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquit.

quello che avviene - ha sottolineato - anche in questa celebrazione e in tutta questa giornata penitenziale. Nella sua omelia, Francesco ha ricordato che nella Quaresima siamo chiamati ad abbandonare i comportamenti del peccato e fissare lo sguardo sull'essenziale e ha ricordato la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata della grazia. Alle 17 il Pontefice ha presiedutonella Basilica vaticana il ritoper la riconciliazione di pi penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale. La celebrazioneha apertolo speciale momento penitenziale, chiamato "24 ore per il Signore", promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione e che viene vissuto in concomitanza in numerose diocesi del mondo, alla vigilia della IV domenica di Quaresima, “Dominica in Laetare”. Dal cuore dell'uomo rinnovato secondo Dio provengono - ha spiegato - i comportamenti buoni: parlare sempre con verit ed evitare ogni menzogna; non rubare, ma piuttosto condividere quanto si possiede con gli altri, specialmente con chi nel bisogno; non cedere all'ira, al rancore e alla vendetta, ma essere miti, magnanimi e pronti al perdono; non cadere nella maldicenza che rovina la buona fama delle persone, ma guardare maggiormente al lato positivo di ognuno.

Francesco si accostato questo pomeriggio a uno dei confessionali della basilica di San Pietro per ricevere egli stesso l'assoluzione. Lo ha fatto nel corso della celebrazione penitenziale presieduta in San Pietro, prima di confessare a sua volta alcuni fedeli. Nel periodo della Quaresima la Chiesa, a nome di Dio, rinnova l’appello alla conversione - evidenzia Francesco – la chiamata a cambiare vita. Convertirsi non questione di un momento o di un periodo dell’anno, impegno che dura tutta la vita. Chi tra di noi pu presumere di non essere peccatore? Nessuno.

quello che avviene anche in questa Celebrazione e in tutta questa giornata penitenziale. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci introduce in due elementi essenziali della vita cristiana. Il primo: Rivestirci dell’uomo nuovo. L’uomo nuovo, “creato secondo Dio” (Ef 4,24), nasce nel Battesimo, dove si riceve la vita stessa di Dio, che ci rende suoi figli e ci incorpora a Cristo e alla sua Chiesa. Questa vita nuova permette di guardare alla realt con occhi diversi, senza pi essere distratti dalle cose che non contano e non possono durare a lungo. Per questo siamo chiamati ad abbandonare i comportamenti del peccato e fissare lo sguardo sull’essenziale. L’uomo vale pi per quello che che per quello che ha. Ecco la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata della grazia".

Dal cuore dell’uomo rinnovato secondo Dio provengono i comportamenti buoni: parlare sempre con verit ed evitare ogni menzogna; non rubare, ma piuttosto condividere quanto si possiede con gli altri, specialmente con chi nel bisogno; non cedere all’ira, al rancore e alla vendetta, ma essere miti, magnanimi e pronti al perdono; non cadere nella maldicenza che rovina la buona fama delle persone, ma guardare maggiormente al lato positivo di ognuno.

Il secondo elemento: Rimanere nell’amore. L’amore di Ges Cristo dura per sempre, non avr mai fine perch la vita stessa di Dio. Questo amore vince il peccato e dona la forza di rialzarsi e ricominciare, perch con il perdono il cuore si rinnova e ringiovanisce. Il nostro Padre non si stanca mai di amare e i suoi occhi non si appesantiscono nel guardare la strada di casa, per vedere se il figlio che se n’ andato e si perduto fa ritorno. E questo Padre non si stanca nemmeno di amare l’altro figlio che, pur rimanendo sempre in casa con lui, tuttavia non partecipe della sua misericordia, della sua compassione. Dio non solo all’origine dell’amore, ma in Ges Cristo ci chiama ad imitare il suo stesso modo di amare: “Come io ho amato voi, cos amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34). Nella misura in cui i cristiani vivono questo amore, diventano nel mondo discepoli credibili di Cristo. L’amore non pu sopportare di rimanere rinchiuso in se stesso. Per sua stessa natura aperto, si diffonde ed fecondo, genera sempre nuovo amore". Quindi cari fratelli e sorelle, dopo questa celebrazione, molti di voi si faranno missionari per proporre ad altri l’esperienza della riconciliazione con Dio. "24 ore per il Signore" l’iniziativa a cui hanno aderito tante diocesi in ogni parte del mondo. A quanti incontrerete, potrete comunicare la gioia di ricevere il perdono del Padre e di ritrovare l’amicizia piena con Lui. Chi sperimenta la misericordia divina, spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi e i poveri. In questi "fratelli pi piccoli" Ges ci aspetta (cfr Mt 25,40), andiamogli incontro! E celebreremo la Pasqua nella gioia di Dio.

(GIACOMO GALEAZZI)


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 Autore : ben
 Pubblicato : Sabato, 29 Marzo 2014 - 13:22
 Ultima modifica : Sabato, 29 Marzo 2014 - 13:32
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SABATO: 18.30
DOMENICA 8.30 – 10.30 – 18.30
FERIALI: MERC–VENERDI: 18.30
LUNEDì: 9.00
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